I Love Camden Town

Chiunque venga a Londra, DEVE passare da Camden Town. Piu’ del Museo delle Cere, piu’ di Buckingham Palace, piu’ di Portobello Market, piu’ di ogni altra meta turistica. Camden Town e’ il cuore pulsante di Londra, e’ dove si respira aria di alternative, il punto di incontro di quelli che vanno controcorrente, e’ vibrante, colorata, stordisce con suoni, odori, sapori. A Camden tutto e’ lecito, nessuno giudica. E’ sicuro amore a prima vista che si trasforma in dipendenza: una volta che si e’ stati li’, ci si vuole tornare e tornare e tornare.

406863d5733cd7944fe4370e088e72a1.jpg Camden Town e’ principalmente un mercato. E’ nato negli anni 70 dall’idea di un gruppo di artigiani e venditori ambulanti che decisero di prendersi un piccolo spazio per creare le loro bancarelle all’interno di un grande magazzino abbandonato divenuto successivamente il famoso Camden Lock. Con il passare del tempo, altre bancarelle indipendenti si sono aggiunte fino a rendere Camden, il mercato piu’ caratteristico di Londra oltre che meta fissa di turisti di tutto il mondo (grande affluenza di italiani anche). Nella High Street, sono sorti negozi dalle insegne coloratissime e stravaganti, in una piccola piazzetta e’ nato il mercato all’aperto dove convergono decine di bancarelle di abbigliamento e oggettistica in puro stile Camden. Per arrivare a conoscere ogni singolo spazio, negozio bancarella di Camden, ci vogliono probabilmente anni poiche’ ogni volta che vado scopro nuovi percorsi, nuovi mercatini di cui prima non avevo mai notato l’esistenza. Con la sua atmosfera di trasgressione, di luogo di perdizione, Camden esercita un forte richiamo sui giovani di tutte le nazioni. Qui si possono incontrare le persone piu’ punk, piu’ dark o piu’ rock che abbiate mai visto nella vostra vita. E sono reali…non e’ il set di un film degli anni 80′.

La particolarita’ di questo mercato e’ meglio riassumibile nel motto “se cerchi la cosa piu’ strana, a Camden sei sicuro di trovarla”. 

La Sin City e’ qui ed e’ viva, reale, forte, sensuale e a volte dispendiosa.

 

Victoria Line

La Victoria Line (quella della metropolitana londinese) e’ tornata ad operare a pieno ritmo fino a mezzanotte 7 giorni su 7 dopo 6 mesi di lavori che causavano disagi mica da ridere dopo le 22.00.

FINALMENTEEEE!!!!!!!!!!!

Inglesi : non c’e che dire….avevano promesso fine dei lavori entro il 22/11/07 e cosi’ e’ stato. Non un giorno in meno, non uno in piu’.

Sono ammirata.

Come mi sono sbagliata

Mi riferisco al mio post sull’11 Settembre…

L’espressione “avere il prosciutto sugli occhi” non potrebbe definire meglio il mio stato fino a qualche settimana fa. Beatamente credevo a tutto quello che i Media comunicavano senza soffermarmi a soppesare le notizie, davo per scontato e come una stupida non ragionavo e neanche mi davo pena di ricercare e sentire anche “l’altra campana” ossia fonti alternative. Mi riferisco in particolare all’11 settembre perche’ e’ l’emblema : tutti coloro che si sono fidati dei media convenzionali (televisione,radio, giornali) hanno la certezza che si sia trattato di un attentato terroristico organizzato da Bin Laden e Al-Qaeda. Che dire allora delle seguenti incongruenze:

a. Risorse ufficiali (Donald Ramsfeld, G. Bush) hanno comunicato che l’aereo che si e’ schiantato contro la Torre Sud del World Trade Center e’ un Boeing 767-200 ma se si confrontano il profilo del vero Boeing 767-200 all’altro aereo, appare chiaramente che non si sia trattato dello stesso aereo che quella mattina e’ decollato dal Logan Airport di Boston.

b. a giudicare dalle brusche manovre compiute dai piloti, i computer di bordo sono chiaramente stati manomessi poiche’ gli aerei di quella portata e destinati per uso civile, non permettono manovre brusche. A meno che il software dei computer di bordo non venga riprogrammato, operazione che, secondo la documentazione del costruttore Boeing impiega 90 min solo per attivare il processo. Il volo 175 della United Airlines e’ decollato da Boston alle 08:14 a.m. e si e’ schiantato sulla Torre Sud alle 09:03 a.m., ossia 49 min dopo di conseguenza il software e’ stato riprogrammato prima del decollo?!

 c. l’apparecchio ebbe un brusco sbandamento prima di raggiungere l’obiettivo. Cio’ perche’ non e’ semplice nemmeno per il piu’ navigato dei piloti effettuare una manovra del genere per colpire un obiettivo cosi’ “piccolo” alla velocita’ di 500 mp/h 

d. nel momento in cui a N.Y. succedeva cio’, a Washington si schiantava un altro aereo, il volo 77 sul Pentagono. Danielle O’Brien, controllore del traffico aereo all’aeroporto Dulles di Washington D.C., ha riferito all’emittente televisiva ABC News “ad una velocita’ di 500 miglia/h, l’aereo puntava direttamente sullo spazio aereo conosciuto come P-56 ossia spazio aereo protetto che ricopre la Casa Bianca ed il Campidoglio”. Secondo lei e i suoi colleghi “la velocita’e la manovrabilita’ con cui si muoveva l’apparecchio, hanno subito e senza dubbio fatto pensare a tutti coloro presenti nella stazione radar, controllori esperti e con diversi anni di servizio alle spalle,  che si trattasse di un aereo militare poiche’ non c’e modo di condurre un Boeing 757 in quel modo”.

e. Il presidente George W. Bush si trovava in un asilo in Sarasota, Florida. Quando uno dei suoi sottoposti, entra nel bel mezzo della lezione per comunicargli che la nazione e’ sotto attacco (dopo il secondo attentato alle Torri Gemelle), il presidente non reagisce in alcuna maniera. Un video contenuto nel film/documentario di Michael Moore “Fahrenhei 09/11” dimostra che interrompe la lettura e fissa il vuoto per dieci minuti mentre la sala e’ immersa in un silenzio teso. Poi ad un certo punto, Bush si riscuote, prende in mano il libro che stava leggendo ai bambini e va avanti nella lettura con molta calma. Come se nulla fosse successo.

d. nei giorni seguenti all’ 11/09, tutto il traffico aereo, sia in entrata che in uscita dagli Stati Uniti, venne bloccato come misura precauzionale. E’ curioso pero’ notare come i familiari di Bin Laden (peraltro amici di famiglia dei Bush) siano stati messi su un aereo verso il loro paese.

E potrei andare avanti ancora per un bel po’….

Fanno riflettere questi punti.

Consiglio : leggete “Media Control” di Noam Chomsky

Una scomoda verita’

Questo anno il Premio Nobel per la Pace e’ stato assegnato ad Al Gore. Ve lo ricordate? Colui che durante la candidatura di Clinton a presidente, ha partecipato in qualita’ di secondo candidato per il Partito Democratico, colui che nel 1997 ha aiutato nella stesura del Protocollo di Kyoto inteso a salvaguardare la precaria salute del ns pianeta e infine colui che nel 2000 si candido’ a presidente degli Stati Uniti e venne sconfitto dal Repubblicano George Bush. Se ricordate, dopo le votazioni scoppio’ lo scandalo dello Stato della Florida, popolato in maggioranza da Ispanici e Afro-Americani. E’ risaputo che essi, piu’ che il resto della popolazione, hanno precedenti penali ed e’ altresi’ risaputo che negli Stati Uniti, chi ha precedenti penali non ha diritto al voto. Lo scandalo scoppio’ quando dopo lo spoglio dei voti ed un risultato quasi al pareggio tra i due concorrenti, i voti della Floria dovettero essere contati nuovamente da un team diretto dal fratello di George Bush. L’epilogo lo conosciamo tutti.

Dopo la pesante (ed ingiusta) sconfitta, Al Gore si dedico’ completamente ad altri progetti : divenne un consulente Senior di Google, entro’ a far parte della direzione di Apple, giro’ il mondo, scrisse un libro sui gravi errori della presidenza Bush e sul sistema americano in generale, inizio’ ad insegnare nelle Universita’ e soprattutto fece un film (An Inconvenient Truth) che gli valse il Premio Oscar ed ora il prestigiosissimo Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi intesi ad accrescere la consapevolezza e la sensibilita’ dei popoli verso i disastrosi effetti dell’inquinamento e dell’effetto serra. In un intervista rilasciata a Palo Alto, California il 12 ottobre, dichiara che il premio pecuniario derivante dal Nobel (15.000 STL) sara’ devoluto ad un’associazione ambientale, enfatizza come questo premio e’ solo un primo piccolo passo verso un mondo migliore e come esso non e’ per una pace raggiunta (quindi un risultato conseguito pienamente) ma per una pace in fase di costruzione e rimane ancora tanto da fare.

Il risvolto della faccenda e’ molto interessante: nel 2008 ci saranno le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti e sebbene in ritardo, Al Gore potrebbe unirsi alla corsa per la carica e in tal caso sarebbe un avversario molto temibile per gli altri 2 candidati Hilary Clinton, grande favorita dai sondaggi e dai media, e Barak Obama. Nel New Hampshire una ricerca condotta tra gli aventi diritto al voto mostra che nel caso in cui Al Gore si candidasse alle elezioni, Hilary Clinton non avrebbe alcuna possibilita’ di vittoria anche perche’ l’opinione pubblica rivela quanto ormai e’ stanca di scandali ed il nome della Sig.ra Clinton e’ purtroppo sempre associato all’errore del marito quando nel suo pen’ultimo anno di presidenza, scoppio’ lo scandalo Lewinsky.

2 sono i problemi di una candidatura di Al Gore dell’ultimo minuto:

1) si rischierebbe la scissione del Partito Democratico tra coloro che appoggiano Hilary Clinton e coloro che appoggerebbero Al Gore;

2) la figura di Al Gore come politico riporta alla mente tristi sconfitte che fanno di lui, secondo la mentalita’ americana, un “perdente” ma d’altro canto la natura stessa della politica porta a scendere a compromessi una volta ottenuta la carica di presidente negando la possibilita’ di realizzare al meglio i cambiamenti tanto proclamati nella campagna elettorale mentre il Sig. Al Gore in quanto privato, ha dimostrato di avere molta piu’ efficacia; 

Rimane quindi un mistero se egli si candidera’ o meno….l’America, e il resto del mondo, aspetta con il fiato sospeso.

Per l’Africa-parte I-

Quanto e’ travagliato questo continente! Sofferenze. Da secoli e secoli e per un’unica ragione : l’Avidita’ che spinge da sempre l’uomo ad intraprendere guerre, causare morte e distruzione per un arricchimento materiale. E inevitabilmente la storia continua a ripetersi: 100 anni fa il nemico era il Colonialismo, nel 2007 e’ l’ex vicino di casa che reclama il diritto di allargare il confine in nome di presunte leggi antiche o nuove o pretende di “convertire gli infedeli”….ma il risultato non cambia come quella vecchia proprieta’ che si impara in 2a elementare: proprieta’ commutativa delle addizioni e delle moltiplicazioni, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

DARFUR

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Il Sudan e’ uno degli stati Africani con il piu’ basso reddito pro/capite ma e’ ricco di materie prime. E’ opinione comune che il conflitto che impazza dal 2003 nella regione del Darfur sia dovuto agli approvvigionamenti di petrolio di cui la regione e’ ricchissima. I diretti interessati giustificano la guerra spacciandola, verosimilmente o meno, per una questione di religione/etnia. La maggioranza della popolazione nella regione e’ costituita da neri contrapposti ad una minoranza araba (che pero’ costituisce la maggioranza nel resto del territorio) appoggiata tacitamente dal Governo centrale. Tacitamente poiche’ non interviene per fermare le ferocita’ compiute perlopiu’ dalla tribu’ nomade-guerriera dei Janjaweed di origine araba.

Domenica 16/09 a Londra c’e stata la manifestazione “Day of Darfur Protests” a cui hanno partecipato i sudanesi, tra cui coloro che sono sfuggiti alle torture e ai saccheggi che queste tribu’ praticano sulla popolazione della regione da 4 anni ormai senza che le Nazioni Unite e i potenti della Terra intervengano per fermare il genocidio. Alla manifestazione erano presenti persone che hanno perso i loro cari nel loro villaggio natale e per mano di un vicino di casa improvvisamente identificatosi come “nemico”…Mi ha colpito in particolare la storia di un uomo rifugiatosi a Londra dopo aver subito ogni possibile tortura per essersi rifiutato di entrare a far parte della milizia. Triste come nel XXI secolo si parli ancora di torture, di guerre, di genocidii. E’ nell’indole dell’uomo commettere sempre gli stessi errori e dare ascolto a certi istinti : Caino e’ ancora tra noi! Ma Caino non e’ solo colui che uccide la moglie incinta del suo vicino di casa, e’ ancor piu’ colpevole e scellerato l’Occidentale che sta a guardare con le mani in mano o addirittura se le sfrega le mani, guardando i giacimenti petroliferi con cupidigia! Verra’ il giorno in cui Mamma Africa piangera’ fiumi di sangue e non piu’ di oro nero : e’ il sangue dei miliardi di innocenti che sono morti dalle prime spedizioni degli europei in Guinea con la deportazione degli schiavi, passando per il colonialismo e per il Genocidio piu’ vicino ai giorni ns tra 2 popoli come quelli del Ruanda e Burundi e la lista potrebbe andare avanti ancora. L’Africa e’ sempre in emergenza ma non se ne sente mai parlare: i TG dedicano tutta la loro attenzione alla Striscia di Gaza, all’Iraq, alle Filippine piuttosto ma l’Africa rimane li’ nella sua immensa complessita’, come un vaso di Pandora mai aperto e che comincia a fermentare dall’interno creando un conflitto intestino tra i mali peggiori in esso contenuto.