Fin

Ormai andava avanti per inerzia, da parte sua quanto meno. Ho detto basta. Perche’la gente non cambia, perche’ mi sembra di ripetermi come un disco rotto, perche’ non amo la prospettiva di passare il resto della mia vita con una persona che alla prima difficolta’ ha gia’ mollato, perche’ sono stanca e perche’ come direbbe HER MAJESTY THE QUEEN: c’ho i cazzi miei a cui pensare!


L’ho finita oggi.


Non riesco a togliermi dalla mente come ci siamo incontrati e quella prima volta che siamo “usciti” insieme. A Camden con Michelle, pomeriggio tiepido di meta’ ottobre di due anni fa, la New Londoner che si gode la novita’, due ragazze che si scambiano confidenze tra una bancarella e l’altra. Lui mi chiama sul cellulare per dirmi che e’ arrivato, gli vado incontro nella folla ma non lo vedo. Lui si’ che mi vede, mi ha sempre detto di non tagliare la chioma afro perche’ lo aiuta a trovarmi nella folla. Mi sorride, quel sorriso che mi ha conquistato fin dal primissimo momento. Ero al settimo cielo o forse piu’ su…


Dico a Michelle “Eccolo”, il cuore che mi palpita come se stessi per svenire. Sono felicissima, eccitata gli sorrido di rimando e lo presento alla mia amica. Mi tratta come se fossi la sua regina, andiamo a prendere un caffe’ e mi guarda come se fossi la donna piu’ bella che abbia mai visto. I suoi occhi verdi, bellissimi! Il suo piercing nero, cosi’ sapientemente posizionato sopra il setto nasale che accentua quel bellissimo colore e taglio degli occhi piu’ belli che si siano posizionati sui miei. Un ragazzo cosi’ punk ma allo stesso tempo cosi’ dolce. Come mi sento fortunata, quasi non ci credo che questa creatura abbia messo gli occhi su di me e non li abbia piu’ levati.


Ci ero data 6 mesi. Invece siamo durati 2 anni e poco piu’, ora siamo al capolinea e il pensiero mi stringe il cuore in una morsa. Voglio tornare indietro a quel pomeriggio, sentirmi ancora come mi son sentita in quel momento. Guardare al futuro con una curiosa ma speranzosa incertezza. L’inglese esprime meglio quello che ci ha uniti fin dal primo attimo: chemistry.

 

E mai nessuno come lui.


 

Tormento Interiore

 c98e4dcfb1498f69b6ef1178d58ec00a.jpgLei ha lasciato Lui un po’ di tempo fa….Lei non lo amava piu’ come prima, la loro relazione stava diventando banale e scontata, si era invaghita di un altro ma piu’ di ogni altra cosa la corrodeva il pensiero che un giorno avrebbe dovuto lottare da sola per crescere i figli e per dargli un futuro dignitoso perche’ la malattia di Lui l’avrebbe portato via prematuramente e il fatto che a discapito di mille discussioni, mille minacce, mille preghiere, Lui continuasse a non curarsi, come se quel parassita non lo consumasse da dentro, come se fosse immune La faceva soffrire piu’ di ogni altra cosa….sentiva come se Lui pensasse che la sua vita non valesse la pena di essere vissuta! Ma dopottutto Lei faceva parte di quella stessa vita quindi Lui avrebbe dovuto curarsi anche solo per amor suo se non per se stesso…ma questa e’ teoria!

Successe poi che Lei si trovo’ a negare questi pensieri che riteneva egoistici e cattivi, sapendo anche che se mai avesse detto il vero motivo per cui lo lasciava, sarebbe stato ingiusto, una sorta di “colpo basso” che lui non meritava assolutamente. Dunque se Lui non meritava cio’, Lei sarebbe dovuta essere abbastanza forte e convinta del loro amore per imbarcarsi in una storia simile ma con una mamma portata via dalla stessa malattia, Lei non riusciva ad essere lucida, a pensare che l’amore poteva vincere su ogni cosa, che per quanto breve valeva la pena di viverlo questo amore; il fatto che perse la testa poi per un altro fu la risposta inconscia alla sua situazione e non fu coraggiosa, matura e sincera abbastanza da ammetterlo con se stessa prima che con gli altri….Loro due stavano bene insieme nonostante tutto, era il loro primo amore, quello con la A maiuscola per Lui, e non esattamente lo stesso per Lei,ed ora Lei non riesce a distinguere la causa-effetto: aveva paura del futuro quindi ha inconsciamente deciso di non essere sicura del suo amore o non era sicura del suo amore e quindi aveva paura del suo futuro? Quanto tempo ancora ci vorra’ per metabolizzare tutto cio’ e arrivare a capire e a formulare pensieri logici di causa-effetto e lasciarsi alle spalle sensi di colpa e rimorsi? Una cosa non e’ cambiata: il cordone ombelicale (suona molto materno ma non fraintendete) che li legava, c’e ancora. Cosi’ quando uno scopre che l’altro sta male, sta male pure lui e viceversa. Lei vuole sopra ogni cosa il bene suo, darebbe se stessa per questo e Lui pure ma allora Lei si pone una domanda : come fa a provare emozioni di una certa complessita’ e profondita’ eppure non essere innamorata? 

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